In rilievo

Sanzioni in Russia, elenco dei beni di lusso UE

A seguito dell’annuncio di Commissione Europea e Consiglio Europeo dell’approvazione del nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il regolamento (UE) 2022/428 del Consiglio, che prevede, tra le diverse restrizioni, il divieto di esportazione verso la Russia di determinati beni di lusso.

In particolare, all’articolo 3 nonies del Regolamento si specifica:

  • È vietato vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, i beni di lusso elencati nell’allegato XVIII a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità od organismo in Russia, o per un uso in Russia.
  • Il divieto si applica ai beni di lusso elencati nell’allegato XVIII nella misura in cui il loro valore sia superiore a 300 EUR per articolo, salvo diversamente specificato nell’allegato.
  • Il divieto non si applica a beni che sono necessari a scopi ufficiali di missioni diplomatiche o consolari degli Stati membri o dei paesi partner in Russia o di organizzazioni internazionali che godono di immunità conformemente al diritto internazionale o agli effetti personali del loro personale.

Novità INTRASTAT 2022

Dal 1° gennaio con decorrenza Intrastat scadenza 25/02/2022, entreranno in vigore le nuove regole per la presentazione dei modelli Intrastat in recepimento del Regolamento (UE) n. 2020/1197 e Regolamento (UE) 2019/2152, che hanno come oggetto “novità sulla raccolta delle informazioni di natura statistica relative alle transazioni intraunionali”.

L’Agenzia delle Dogane con la Determinazione prot. 493869/RU ha disposto l’applicazione delle nuove regole e allo stesso tempo ha  applicato delle semplificazioni degli obblighi comunicativi per alcuni dati Intrastat.

Le novità più rilevanti sono le seguenti:

CESSIONI BENI

  • Il campo “Natura della transazione” si dettaglia nella colonna A e B.

La colonna B verrà compilata  dagli operatori che nell’anno precedente hanno superato i 20.000.000 € di spedizioni.

Per tutti gli altri soggetti si continuerà a compilare la colonna A: la compilazione della colonna B sarà per loro esclusivamente facoltativa.

  • E’ stata aggiunta la colonna 15 “origine della merce”: diventa obbligatorio indicare il paese d’origine delle merci. Questo dato dovrà essere sempre indicato nella fattura di vendita per permettere una corretta compilazione dei formulari.

Consigliamo di fare particolare attenzione a questo punto in quanto la rilevazione dell’origine sulla base dei principi che stabiliscono “l’origine non preferenziale” comporta un’analisi specifica da parte dell’Azienda e la messa in atto di consone procedure per la tracciabilità della stessa: tale dato non può essere oggetto di rilevazione sistematica (basata sulla sola provenienza), ma necessita di un’attenta valutazione. In particolare le problematiche principali risiedono nella determinazione dell’origine dei prodotti assemblati in quanto è necessario verificare l’applicazione delle norme che ci permettono di individuare quando le operazioni di assemblaggio sono in grado di conferire l’origine del Paese nel quale sono state effettuate.

  • Le aziende che non hanno superato i 100.000 € in uno dei quattro trimestri precedenti possono limitarsi all’inserimento dei soli dati fiscali.
  • Nel caso di più transazioni  di beni riferite alla stessa fattura per un importo non superiore a 1.000 €, è possibile riepilogarle in un’unica soluzione utilizzando il codice unico 9950 000.
  • Call-off stock: nel caso di contratti Call-off stock, la movimentazione della merce dovrà essere obbligatoriamente indicata del nuovo INTRA-1 SEXIES e seguirà la periodicità della cessione dei beni.
  • Rimangono invariati gli scaglioni per le presentazioni mensili/trimestrali.

ACQUISTI BENI

  • L’unica presentazione mensile per gli acquisti intracomunitari è legata alla soglia di 350.000 €  realizzati in uno dei 4 trimestri precedenti.

ACQUISTI SERVIZI

  • Rimane invariata la soglia di 100.000 € in uno dei 4 trimestri precedenti.

In caso di dubbi Vi invitiamo a contattare i ns. uffici per predisporre uno studio dettagliato che possa fornirVi gli strumenti per definire l’origine non preferenziale delle merci da Voi prodotte.

Origine preferenziale: dal 1° settembre nuove regole tra UE e alcuni paesi PEM

A partire dal 1° settembre 2021 sarà possibile applicare in via facoltativa le nuove regole di origine preferenziale tra l’Unione Europea e alcuni paesi della zona paneuromediterranea (PEM). In questa fase iniziale i paesi interessati sono SvizzeraNorvegiaIslandaAlbaniaGiordania e Isole Faeroe.

Le nuove regole rientrano in un pacchetto di modifiche di 21 protocolli sull’origine dei paesi dell’area PEM, che attraverso accordi bilaterali tra l’UE e i paesi partner introducono norme riviste rispetto a quelle attuali della Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziale paneuromediterranee (Convenzione PEM).

L’adozione delle nuove norme da parte degli altri paesi partner è in corso e in fase di avanzamento. Si tratta di Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Repubblica di Moldova, Georgia, Ucraina, Palestina, Libano, Turchia e Egitto.

In attesa della revisione complessiva della Convenzione PEM e dell’adozione delle modifiche da parte di tutti i paesi, l’applicazione delle nuove regole è in via transitoria e facoltativa. Questo significa che gli operatori economici dei paesi che hanno introdotto le nuove norme:

  • possono richiedere un trattamento preferenziale sulla base di tali norme riviste, oppure
  • possono applicare le attuali regole della Convenzione PEM, a seconda delle loro esigenze e preferenze commerciali.

La revisione complessiva della convenzione PEM punta ad aggiornare gli accordi di libero scambio tra l’UE i paesi partner, modernizzare le norme sull’origine preferenziale e renderle più flessibili e favorevoli alle imprese, al fine di rafforzare gli scambi commerciali.

Prima di optare per le regole di origine transitorie, gli operatori economici devono considerare i diversi partner coinvolti nel flusso commerciale:

1. Se il Paese di destinazione NON applica le regole transitorie

L’esportatore deve rilasciare una prova dell’origine sulla base delle regole dell’attuale Convenzione PEM. In questo caso i fornitori dei materiali incorporati nel prodotto esportato dovranno fornire le dichiarazioni di origine secondo l’attuale regolamentazione. Le regole transitorie NON sono applicabili.

2. Se il Paese di destinazione applica le regola transitorie

L’esportatore può rilasciare una prova dell’origine sulla base delle regole di origine transitorie. Se i materiali incorporati nel prodotto esportato acquisiscono l’origine preferenziale sulla base di una nuova norma di origine “transitoria”, i fornitori possono avvalersi della possibilità di rilasciare retroattivamente una prova di origine corretta.

Indicazione delle regole di origine da utilizzare

Per poter distinguere se i prodotti originari applicano le nuove regole transitorie o la precedente Convenzione PEM, i certificati di origine o le dichiarazioni su fattura dovranno includere una dichiarazione che precisi le regole applicate.

Gli operatori economici che utilizzano una “dichiarazione di origine” (redatta da qualsiasi esportatore per spedizioni di valore inferiore a € 6.000 o da un esportatore autorizzato) devono indicare “ai sensi delle regole di origine transitorie” (“according to the transitional rules of origin”) nel corpo della stessa dichiarazione di origine.

Gli operatori economici che richiedono il rilascio di un Certificato EUR.1 ai sensi delle regole di origine transitorie PEM devono indicare “transitional rules” (in inglese) nella casella 7 dello stesso formulario EUR.1.

La validità della prova di origine passa dai 4 mesi ai 10 mesi.

Dichiarazione del fornitore

Gli operatori economici che rilasciano una dichiarazione del fornitore dovranno indicare quali sono le regole soddisfatte dai loro prodotti (Convenzione PEM e/o regole transitorie). In linea generale tutti i prodotti che soddisfano le regole dell’attuale Convenzione PEM soddisfano anche le regole transitorie.

In assenza di specifica indicazione si considerano applicate le regole della Convenzione PEM.

Codici da utilizzare nelle dichiarazioni doganali

Per l’applicazione delle regole transitorie sono stati creati due nuovi codici da inserire nella dichiarazione doganale:

  • U075 – Certificato EUR.1 nel contesto delle regole transitorie di origine Paneuromediterranee (a condizione che nella casella 7 sia inserita la dicitura “transitional rules”)
  • U076 – Dichiarazione di origine nel contesto delle regole di origine transitorie Paneuromediterranee (a condizione che la dichiarazione menzioni “ai sensi delle regole di origine transitorie”).

Principali modifiche delle nuove regole

Le regole di origine sono maggiormente flessibili e in linea con il contesto industriale e commerciale attuale. Alcune delle principali innovazioni riguardano, ad esempio, la eliminazione dei requisiti cumulativi, la presenza di soglie per il valore aggiunto più adeguate alle esigenze di produzione in UE, nonché la presenza di una nuova “doppia trasformazione” per i tessili. Inoltre, per le regole di origine basate sul criterio della soglia massima di materiali non originari, è prevista la possibilità di semplificare le modalità di calcolo dell’origine con l’impiego di valori medi.

Riportiamo alcuni esempi di applicazione delle regole:

ProdottoVoce doganaleRegola di origine Convenzione PEMRegola di origine transitoria
Confetture, gelatine, marmellate, puree e paste di frutta o frutta
a guscio, ottenute mediante cottura, anche con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti
2007Fabbricazione:
— a partire da materiali di qualsiasi voce, esclusi quelli della stessa voce del prodotto, e
— in cui il valore di tutti i materiali del capitolo 17 utilizzati non ec­ceda il 30 % del prezzo franco fab­brica del prodotto
Fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce, esclusi quelli della stessa voce del prodotto, in cui il peso dello zucchero utilizzato non superi il 40 % del peso del prodotto finale

La nuova regola di origine è sicuramente più favorevole per gli operatori in quanto al fine di evitare possibili fluttuazioni dei prezzi dei materiali utilizzati nella produzione del prodotto la soglia dei materiali non originari espressa in valore è modificata dalla soglia espressa in peso.

ProdottoCapitoloRegola di origine Convenzione PEMRegola di origine transitoria
Indumenti e accessori di abbigliamento, diversi da quelli a maglia62Fabbricazione a partire da filatiTessitura insieme alla confezione, compreso il taglio del tessuto
oppure
confezione compreso il taglio del tessuto preceduto dalla stampa
(operazione indipendente)

In relazione ai tessili che rientrano nei capitoli da 50 a 63 del SA, sono stati introdotti nuovi processi di conferimento dell’origine nell’allegato II. Con le nuove opzioni introdotte come il cumulo bilaterale integrale, le tolleranze e il principio di territorialità, le regole dell’elenco sui tessili sono semplificate nella maggior parte dei Capitoli rispetto all’attuale PEM. Per fare un esempio, la regola dell’elenco per articoli di abbigliamento e accessori di abbigliamento (SA 62) nell’attuale PEM prevede che affinché l’abbigliamento possa ottenere l’origine preferenziale, si debba partire dal filato extraUE. A differenza dell’attuale PEM, le Regole transitorie introducono due regole alternative per lo stesso prodotto:

  1. i materiali non originari utilizzati hanno subito la tessitura combinata con la confezione comprendente il taglio del tessuto
  2. la confezione comprendente il taglio del tessuto preceduta dalla stampa

La seconda regola alternativa prevede che i materiali non originari utilizzati possano essere fabbricati oltre lo stadio di filato, può quindi essere utilizzato del tessuto non unionale e ottenere comunque il carattere originario, a condizione che sia stato stampato.

Determinazione del prezzo franco fabbrica (Ex-Works)

Viene concessa, dietro autorizzazione specifica, la possibilità di stabilire il prezzo ex-works di un determinato prodotto sulla base di una valutazione che prenda come riferimento il valore medio di vendita degli stessi prodotti effettuate nel corso dell’anno fiscale precedente o, qualora non siano disponibili dati relativi a un intero anno fiscale, nel corso di un periodo più breve di durata non inferiore a tre mesi.

Questa regola si applica anche per l’eventuale determinazione del valore di tutti i materiali non originari utilizzati nella fabbricazione degli stessi prodotti ai fini dell’accertamento della conformità al contenuto massimo di materiali non originari.

Soglia di tolleranza

L’attuale soglia di tolleranza è fissata al 10% del prezzo EXW del prodotto. Le nuove regole, invece, prevedono:

  • per i prodotti agricoli il 15% del peso netto del prodotto (capitolo 2 e capitoli da 4 a 24, esclusi i prodotti della pesca trasformati di cui al capitolo 16)
  • per i prodotti industriali il 15% del valore del prezzo EXW del prodotto.

Parimenti viene offerta una maggiore flessibilità per quanto riguarda i prodotti tessili (contemplati nei capitoli da 50 a 63 del sistema armonizzato) per i quali si applicano le tolleranze menzionate nelle note introduttive 6 e 7 dell’allegato I.

Non alterazione

La nuova norma prevede un trattamento più favorevole per la movimentazione di prodotti originari tra le Parti contraenti rispetto alla più rigida nozione di “trasporto diretto”.

Sono espressamente ammessi il magazzinaggio e il frazionamento sotto sorveglianza doganale in un Paese terzo e soltanto in caso di dubbio da parte della Parte importatrice il dichiarante dovrà dimostrare, attraverso documenti commerciali e di trasporto, che i beni non hanno subito manipolazioni.

Cumulo

Il testo prevede tre diversi tipi di cumulo:

  1. Cumulo diagonale per tutti i prodotti a condizione che siano applicate regole di origine identiche tra i Paesi coinvolti nel cumulo. Le condizioni di applicabilità del cumulo bilaterale sono indicate al seguente link. Esempio: prodotti ucraini lavorati in UE sono considerati prodotti UE ai fini della determinazione dell’origine preferenziale negli scambi tra UE e Svizzera.
  2. Cumulo integrale generalizzato per tutti i prodotti eccetto quelli di cui ai capitoli da 50 a 63 del sistema armonizzato (SA), con possibilità per le Parti di estensione anche ai prodotti di questi capitoli. Esempio: le lavorazioni effettuate in Egitto sono considerate effettuate in UE ai fini della determinazione dell’origine preferenziale negli scambi tra UE e i Paesi PEM.
  3. Cumulo integrale bilaterale per i prodotti di cui ai capitoli da 50 a 63 del SA. Esempio: le lavorazioni effettuate in Egitto sono considerate effettuate in UE ai fini della determinazione dell’origine preferenziale negli scambi tra UE e Egitto.

Prove d’origine preferenziale

Il regolamento introduce come prova di origine unicamente il certificato di circolazione EUR.1 o la dichiarazione di origine, anziché della possibilità di utilizzo dell’EUR.1 e EUR.MED, semplificando notevolmente il sistema. Le norme modificate comprendono anche la possibilità di concordare l’applicazione del sistema REX (sistema di esportatore registrato).

Duty drawback (Restituzione dei dazi doganali o esenzione da tali dazi)

A differenza di quanto disposto dalle attuali regole, in base alle nuove norme il divieto di restituzione dei dazi (no drawback) viene eliminato per tutti i prodotti, ad eccezione dei materiali utilizzati per la fabbricazione di prodotti che rientrano nel campo di applicazione dei capitoli da 50 a 63 del SA, fatte salve alcune deroghe al divieto di restituzione per tali prodotti concernenti il cumulo. Sarà quindi possibile importare materie prime in sospensione daziaria in regime di perfezionamento attivo e certificare l’origine preferenziale del prodotto finito che rispetti le regole d’origine al momento della sua riesportazione verso Paesi PEM.

Principio di territorialità

Il principio di territorialità (articolo 13) consente di effettuare lavorazioni o trasformazioni al di fuori del territorio a determinate condizioni. Nell’ambito di accordi specifici come il perfezionamento passivo, i prodotti possono essere esportati dalla Parte verso paesi terzi per la trasformazione e la successiva reimportazione sotto forma di prodotto trasformato specificato.

Esempio: Per fabbricare cappotti da uomo (SA 6101) in Turchia, il filato unionale di origine Ue viene lavorato a maglia insieme alla confezione, compreso il taglio del tessuto. Il tessuto viene esportato dalla Turchia alla Russia in regime di perfezionamento passivo. A condizione che il il valore aggiunto totale acquisito in Russia, applicando la lavorazione, non superi il 10 % del prezzo franco fabbrica, i soprabiti hanno acquisito origine turca nell’ambito delle regole transitorie PEM.

Impatto per le imprese

Nonostante le nuove regole di origine in ambito Paneuromediterraneo siano state concepite per aggiornare e semplificare la struttura normativa vigente, richiedono un’attenta analisi da parte degli operatori che effettuano scambi con tali Paesi.

Raccomandiamo di verificare i benefici delle nuove regole: ad esempio, un prodotto che con le attuali regole di origine non viene considerato di origine preferenziale unionale, potrebbe acquisire l’origine preferenziale con l’applicazione delle nuove regole transitorie, comportando quindi un vantaggio competitivo per l’esportatore.

Tale potenziale vantaggio potrebbe richiedere una verifica dei sistemi gestionali aziendali relativi all’origine della merce, in modo da adeguare il proprio sistema gestionale sulla base di due regole di calcolo distinte per un prodotto esportato in un Paese PEM.

A titolo di esempio, potrebbe essere necessario dover raccogliere le prove di origine (certificati, dichiarazioni di origine e dichiarazioni dei fornitori) rilasciate in conformità di una o di entrambe le regole dal momento che il mancato possesso di prove adeguatamente redatte potrebbe comportare per l’esportatore l’impossibilità di verificare e dimostrare l’origine preferenziale per uno o più Paesi PEM.

La Direzione Generale Fiscalità e Unione Doganale (DG TAXUD) della Commissione Europea ha pubblicato una guida per supportare gli operatori nell’interpretazione delle nuove regole in questa fase transitoria. La guida è consultabile qui.

Considerato il carattere innovativo delle disposizioni ivi contenute, si consiglia di contattare i nostri uffici per richiedere a predisposizione di uno studio dettagliato sulle nuove norme di origine.

Bilancio dell'UE 2021-2027: investire nelle persone

Dual-Use: Pubblicato Il Nuovo Regolamento (UE) N. 2021/821

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea dell’ 11 giugno 2021, il Regolamento (UE) n. 2021/821 che istituisce un  regime di controllo delle esportazioni,  dell’intermediazione, dell’assistenza tecnica, del transito e del trasferimento di prodotti a duplice uso ovvero beni, software e tecnologie  spesso utilizzati in settori quali automotive, impiantistica alimentare, informatica, che possono essere utilizzati sia per applicazioni civili che militari (c.d. dual-use).

Il nuovo provvedimento entrerà in vigore a partire dal prossimo 9 settembre 2021 – abrogando così dopo ben dodici anni il Regolamento (CE) n. 428/2009.

Che cosa sono i beni dual use?

Il nuovo Regolamento all’art. 2, comma 1 stabilisce che prodotti a duplice uso sono “i prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare e comprendono i prodotti che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l’uso di armi nucleari, chimiche o biologiche o dei loro vettori, compresi tutti i prodotti che possono avere sia un utilizzo non esplosivo, sia un qualsiasi impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri ordigni esplosivi nucleari”. Tali prodotti sono dettagliatamente elencati nell’Allegato I del Regolamento.

Per tale motivo, il controllo sulle transazioni di questo genere di prodotti rappresenta uno strumento cruciale per gli Stati membri nella prevenzione dei rischi connessi a fenomeni come il terrorismo internazionale, la proliferazione degli armamenti e la violazione dei diritti umani.

Tutti gli operatori economici sono chiamati ad adeguarsi al mutato quadro normativo attraverso l’adozione di Programmi Interni di Conformità finalizzati ad accedere alle suddette autorizzazioni.

Principali elementi di novità

  • E’ stata modificata la definizione di esportatore e di esportazione(che include, tra l’altro, il trasporto di merci o dati contenuti nei bagagli personali di persone fisiche).
  • Sono stati estesi i controlli ai sistemi informatici di sicurezza e spionaggio (tecnologie di sorveglianza informatica), ampliando il novero delle persone potenzialmente incise dagli adempimenti della nuova disciplina che si rivolge anche alle persone fisiche come fornitori di servizi, ricercatori, consulenti e persone che “trasmettono” materiale a duplice uso per via elettronica.
  • La fornitura di assistenza tecnica (anche da remoto) sarà sottoposta a preventiva autorizzazione da parte dell’Autorità competente, laddove il fornitore sia stato informato da quest’ultima che i beni dual use oggetto di assistenza – elencati nell’Allegato I del Regolamento – sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, a specifici usi individuati nell’art. 4 del nuovo Regolamento.
  • E’ prevista l’introduzione di autorizzazioni generali di esportazione unionali aggiuntive per ridurre gli oneri amministrativi, garantendo nel contempo un adeguato livello di controllo per alcune destinazioni. In particolare:
    1. un’autorizzazione per i grandi progetti per adattare le condizioni di licenza alle particolari esigenze eventualmente rappresentate dagli operatori;
    2. Due nuove autorizzazioni generali dell’Unione (cd. AGEU): una relativa ai trasferimenti di tecnologia infragruppo – definizione in cui rientra anche il concetto di assistenza tecnica e di software (AGEU 007); e una alla crittografia (AGEU 008).
  • Una maggiore rilevanza viene data al Programma interno di conformità (PIC), l’insieme di tutte le procedure interne e misure di salvaguardia che un operatore economico adotta per facilitare il rispetto delle disposizioni e degli obiettivi del presente regolamento, con specifici vantaggi legati alla qualifica di AEO.

Prodotti soggetti a Dual Use

Il nuovo regolamento individua quali sono i prodotti dual use tra quelli appartenenti alle seguenti categorie:

  • Parte II – Categoria 0 Materiali nucleari, impianti e apparecchiature
  • Parte III – Categoria 1 Materiali speciali e relative apparecchiature
  • Parte IV – Categoria 2 Trattamento e lavorazione dei materiali
  • Parte V – Categoria 3 Materiali elettronici
  • Parte VI – Categoria 4 Calcolatori
  • Parte VII – Categoria 5 Telecomunicazioni e «sicurezza dell’informazione»
  • Parte VIII – Categoria 6 Sensori e laser
  • Parte IX – Categoria 7 Materiale avionico e di navigazione
  • Parte X – Categoria 8 Materiale navale
  • Parte XI – Categoria 9 Materiale aerospaziale e propulsione

Le competenze in materia di prodotti e tecnologie a duplice uso in Italia sono in capo all’Autorità nazionale – UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) che, tra le altre cose, presiede il Comitato consultivo interministeriale che fornisce pareri su operazioni di esportazione di beni a duplice uso, rilascia autorizzazioni e vigila sul rispetto da parte delle imprese del nuovo Regolamento UE.

Controllo all’esportazione

Questa complessa normativa, in costante evoluzione, richiede un’attenta analisi da parte delle imprese e una procedura adeguata di controllo. Le imprese, infatti, hanno precise responsabilità in merito al controllo dei prodotti venduti, esportati e riesportati, dei Paesi di destinazione finale dei prodotti nonché delle controparti e dei destinatari coinvolti.

Attività di verifica interne all’azienda risultano fondamentali per evitare di incorrere in rilevanti sanzioni che, nell’ipotesi più grave, può comportare la detenzione (artt. 18, 19 e 20 del Decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221).

E’ essenziale procedere con una corretta classificazione doganale dei prodotti acquistati e di quelli esportati e con una verifica da parte dell’Ufficio tecnico riguardante la normativa dual use., oltre a verificare la normativa in materia di embarghi verso specifici Paesi (es. Iran, Federazione Russa, ecc.) e/o verso specifiche persone fisiche e/o giuridiche.

Dual Use: Approvato il Nuovo Regolamento UE

Siria: il Consiglio proroga di un altro anno le sanzioni contro il regime

Il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell’UE nei confronti del regime siriano per un ulteriore anno, fino al 1° giugno 2022 , alla luce della continua repressione della popolazione civile nel paese.

Le attuali sanzioni contro la Siria sono state introdotte nel 2011 in risposta alla violenta repressione della popolazione civile da parte del regime di Assad. Si rivolgono anche ad aziende e importanti uomini d’affari che beneficiano dei loro legami con il regime e l’economia di guerra. Le misure restrittive includono anche un divieto all’importazione di petrolio, restrizioni su determinati investimenti, un congelamento delle attività della Banca centrale della Siria detenute nell’UE e restrizioni all’esportazione di attrezzature e tecnologie che potrebbero essere utilizzate anche per la repressione interna. come per le apparecchiature e la tecnologia per il monitoraggio o l’intercettazione di comunicazioni Internet o telefoniche.

Anche il beneficio di misure preferenziali è sospeso a causa delle sanzioni in corso. Ricordiamo che l’accordo sottoscritto dalla Comunità con la Siria non prevede la possibilità di utilizzare la dichiarazione di origine preferenziale per spedizioni di valore inferiore ai 6.000 euro, non offrendo alcuna alternativa all’emissione dell’Eur1.

Le sanzioni dell’UE in Siria sono progettate per evitare qualsiasi impatto sull’assistenza umanitaria, quindi per non incidere sulla consegna di cibo, medicinali e attrezzature mediche.

L’UE tiene costantemente sotto controllo gli sviluppi del conflitto siriano e può decidere di rinnovare le sanzioni e modificare l’elenco delle entità o persone interessate in base agli sviluppi sul terreno.

L’UE resta impegnata a trovare una soluzione politica duratura e credibile al conflitto in Siria sulla base della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del comunicato di Ginevra del 2012.

Eliminazione della soglia IVA all’importazione dal 1° luglio 2021

Nel quadro di una più ampia riforma IVA, dal 1° luglio 2021 non sarà  più in vigore la soglia di esenzione per le importazioni di valore trascurabile.

Una vera rivoluzione per tutti coloro che comprano al di fuori dall’Europa che scatterà dal 1 luglio di quest’anno: sparisce infatti l’esenzione iva per merci di valore inferiore ai 22 euro.

La soglia che permetterà l’esenzione dai dazi di importazione, ci sarà solo per le merci che hanno un valore intrinseco inferiore ai 150 euro, ma in ogni caso sarà comunque dovuta l’IVA.

Ricordiamo che esclusi dalla fruizione della franchigia sul dazio i prodotti alcolici, i profumi e l’acqua da toletta, i tabacchi e i prodotti del tabacco.

COME E’ ORA (fino al 1° luglio 2021)COME SARA’ (dal 1° luglio 2021)
Sotto la soglia del valore intrinseco di 150 euro:
IVADa pagareDa pagare
DAZIONoNo
Sotto la soglia di valore intrinseco 22 euro:
IVANoDa pagare
DAZIONoNo

Nel caso in cui la spedizione non rientri in tale ambito, si fa presente che, all’atto dell’introduzione in Italia di merce con origine extra UE, si dovrà provvedere al pagamento sia dei dazi (se previsti e calcolati sul “valore della transazione”, comprensivo dunque delle spese di trasporto ed assicurazione, in base alle aliquote previste sulla specifica merce) sia dell’IVA (applicata secondo le aliquote vigenti al suddetto valore di transazione aumentato dell’importo del dazio applicabile).

Esempio pratico
Un utente italiano decide di acquistare su un portale di vendita estero un prodotto da 100 Euro venduto da un negoziante cinese. Il prodotto viene spedito direttamente dalla Cina. La piattaforma di vendita dovrà versare l’iva tramite il sistema IOSS e quindi dovrà far pagare al cliente l’IVA. Alcuni marketplace nel mondo, come ad esempio eBay, hanno già iniziato ad includere gli oneri legati all’iva e alle eventuali tasse di importazione direttamente in fase di acquisto, nel prezzo del prodotto.

Definizione di valore intrinseco

La definizione di valore intrinseco è dettata dall’articolo 1 del Regolamento 2015/2446 al punto 48 (così come modificato dall’art. 1 del Regolamento 2020/877, a decorrere dal 16.7.2020) nei termini seguenti:

  • per le merci commerciali: il valore del bene escluso il costo del trasporto e dell’eventuale assicurazione, a meno che siano inclusi nel prezzo e non indicati separatamente sulla fattura e qualsiasi altra imposta e onere percepibili dalle autorità doganali a partire da qualsiasi documento pertinente;
  • per le merci prive di carattere commerciale: il prezzo che sarebbe stato pagato per le merci stesse se fossero vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione.

Conclusione dell’accordo UE-Regno Unito sugli scambi commerciali e la cooperazione

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla conclusione dell’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e dell’accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito. Per l’UE questa è l’ultima tappa della ratifica degli accordi.

Entrambi gli accordi entrano in vigore il 1º maggio 2021.

Informazioni generali

Il 24 dicembre 2020 i negoziatori hanno raggiunto un accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e un accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito.

Il 29 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione relativa alla firma dell’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e dell’accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito e alla loro applicazione a titolo provvisorio a decorrere dal 1º gennaio 2021. Dopo la firma delle due parti il 30 dicembre 2020, gli accordi sono stati applicati a titolo provvisorio dal 1º gennaio 2021.

Gli accordi prevedevano che l’applicazione provvisoria cessasse a fine febbraio, a meno che le parti non concordassero una data successiva. Su richiesta dell’UE, il 23 febbraio il consiglio di partenariato UE-Regno Unito ha deciso di prorogare l’applicazione provvisoria al 30 aprile 2021 al fine di concedere un periodo di tempo sufficiente per completare la revisione giuridico-linguistica degli accordi in tutte le 24 lingue. L’autenticazione delle 24 versioni linguistiche degli accordi è stata completata il 21 aprile.

A seguito della richiesta di approvazione del Consiglio del 26 febbraio 2021, il Parlamento europeo ha approvato la decisione relativa alla conclusione degli accordi il 27 aprile.

Proroga per i certificati di origine preferenziale previdimati fino al 31 dicembre 2021

AGGIORNAMENTO: con circolare nr. 31 del 27 luglio 2021, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) ha comunicato ulteriore proroga al 31 dicembre 2021  per la procedura attualmente in vigore concernente il rilascio dei certificati di circolazione EUR1/EurMed/ATR che, in base a disposizioni precedenti, era prevista terminare il 31 luglio. Vedi Circolare nr. 31 del 27 luglio 2021.


PRECEDENTI PROROGHE

  • Circolare nr. 16 del 30 aprile 2021 con proroga al 31 luglio 2021
  • Circolare nr. 2/2021 del 15 gennaio 2021 con proroga al 30 aprile 2021
  • Circolare n. 42/2020 del 28 ottobre 2020 con proroga al 31 gennaio 2020
  • Circolare 21/2020 del 16 luglio 2020 con proroga al 31 ottobre 2020
  • Circolare n. 16/2020 del 17 giugno 2020 con proroga al 21 luglio 2020
  • Nota n. 88470 del 12 marzo 2020 con proroga al 21 giugno 2020

Fino al giorno 31 luglio 2021 sarà ancora possibile per gli operatori fare ricorso alla procedura di previdimazione dei certificati di circolazione. Tale concessione rappresenta un valido accorgimento per superare criticità operative e logistiche limitando gli spostamenti degli operatori del settore e per sopperire momentanee assenze, a vario titolo, del personale degli uffici coinvolti.

Con tale proroga sarà concesso più tempo agli operatori economici per ottenere lo status di esportatore autorizzato e per potere, di conseguenza, attestare l’origine preferenziale delle merci mediante dichiarazione su fattura. Questo consentirà, in attesa di fermare il rilascio dei certificati di origine preferenziale previdimati, di evitare lunghe e complesse procedure di ottenimento, riducendo di conseguenza i tempi di effettuazione delle operazioni doganali e le conseguenti criticità operative.

Ricordiamo che la dichiarazione di origine preferenziale può essere compilata:

  • liberamente da qualsiasi esportatore per ogni spedizione il cui valore totale non superi i 6.000 euro o 10.000 per i Paesi del gruppo PTOM con accordi di tipo bilaterale (Nuova Caledonia, Polinesia francese e Saint-Pierre e Miquelon)
  • solo da un esportatore autorizzato o esportatore registrato nel sistema REX per le spedizioni il cui valore supera i 6.000 euro (o superiore ai 10.000 nei Paesi PTOM elencati).

La società SATI CAD SRL resta a disposizione delle ditte interessate per fornire sia specifiche informazioni in materia di origine preferenziale sia per fornire un servizio integrato al fine di ottenere lo status di esportatore autorizzato  o esportatore registrato nel sistema REX.

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Eur1 Full-digital con la Svizzera

In occasione dell’Open Hearing organizzato dall’ADM, dedicato alle nuove procedure per la richiesta e il rilascio dei certificati EUR1, A.TR ed EURMED, è stata confermata, a partire dal 15 marzo, l’estensione a tutti gli operatori delle funzionalità di richiesta e di rilascio del certificato EUR1 FULL-DIGITAL per merci destinate alla Confederazione Svizzera, illustrando i benefici che derivano dalla completa dematerializzazione del certificato EUR1.

La novità segna un punto di svolta assoluto per tutte quelle imprese che, operando con la Svizzera, potranno ora richiedere il certificato EUR1 direttamente inoltrando la dichiarazione doganale di esportazione. Il sistema genererà il certificato digitale che potrà essere stampato su carta bianca (con QR code e link in chiaro per la verifica dello stesso) ed essere presentato all’autorità doganale svizzera in allegato alla dichiarazione di importazione. Il funzionario doganale svizzero potrà verificarne l’autenticità e la validità attraverso un’apposita funzione del Portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e/o mediante lettura del QR code.

La soluzione FULL-Digital semplifica radicalmente il processo, nonostante la migliore modalità per attestare l’origine preferenziale rimanga quella legata all’ottenimento dello status di esportatore autorizzato, che prevede la sola attestazione di origine su fattura.

Quello con la Svizzera è solo l’inizio di un percorso di completa digitalizzazione dei certificati, ora si attende, e ci si augura, l’estensione ad altri Paesi accordisti.

Per chi volesse approfondire, si riporta il link dove trovare tutte le istruzioni in merito alla nuova procedura: https://www.adm.gov.it/portale/istruzioni-operative-per-la-richiesta-e-il-rilascio-dei-certificati-di-circolazione-eur1-atr-e-eurmed

Brexit, Regno Unito accetta proroga al 30 aprile per ratifica dell’accordo commerciale

È arrivato il via libera da parte del Regno Unito per l’estensione fino al 30 aprile del periodo di applicazione provvisoria dell’accordo commerciale post-Brexit di commercio e cooperazione.

A partire dal primo gennaio è scattata l’applicazione provvisoria dell’accordo che sarebbe dovuta durare fino al 28 febbraio.

Due settimane fa (mercoledì 10 febbraio) la Commissione aveva proposto di prorogare la scadenza al 30 aprile. Da Londra il via libera per l’estensione di due mesi, per dare al Parlamento UE il tempo di revisionare e ratificare il testo dell’intesa. A questo punto il Parlamento UE avrà due mesi ulteriori di tempo per la ratifica dell’accordo.

Sul fronte britannico sono previste  alcune modifiche al protocollo dell’Irlanda del Nord.