In rilievo

Siria: il Consiglio proroga di un altro anno le sanzioni contro il regime

Il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell’UE nei confronti del regime siriano per un ulteriore anno, fino al 1° giugno 2022 , alla luce della continua repressione della popolazione civile nel paese.

Le attuali sanzioni contro la Siria sono state introdotte nel 2011 in risposta alla violenta repressione della popolazione civile da parte del regime di Assad. Si rivolgono anche ad aziende e importanti uomini d’affari che beneficiano dei loro legami con il regime e l’economia di guerra. Le misure restrittive includono anche un divieto all’importazione di petrolio, restrizioni su determinati investimenti, un congelamento delle attività della Banca centrale della Siria detenute nell’UE e restrizioni all’esportazione di attrezzature e tecnologie che potrebbero essere utilizzate anche per la repressione interna. come per le apparecchiature e la tecnologia per il monitoraggio o l’intercettazione di comunicazioni Internet o telefoniche.

Anche il beneficio di misure preferenziali è sospeso a causa delle sanzioni in corso. Ricordiamo che l’accordo sottoscritto dalla Comunità con la Siria non prevede la possibilità di utilizzare la dichiarazione di origine preferenziale per spedizioni di valore inferiore ai 6.000 euro, non offrendo alcuna alternativa all’emissione dell’Eur1.

Le sanzioni dell’UE in Siria sono progettate per evitare qualsiasi impatto sull’assistenza umanitaria, quindi per non incidere sulla consegna di cibo, medicinali e attrezzature mediche.

L’UE tiene costantemente sotto controllo gli sviluppi del conflitto siriano e può decidere di rinnovare le sanzioni e modificare l’elenco delle entità o persone interessate in base agli sviluppi sul terreno.

L’UE resta impegnata a trovare una soluzione politica duratura e credibile al conflitto in Siria sulla base della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del comunicato di Ginevra del 2012.

Eliminazione della soglia IVA all’importazione dal 1° luglio 2021

Nel quadro di una più ampia riforma IVA, dal 1° luglio 2021 non sarà  più in vigore la soglia di esenzione per le importazioni di valore trascurabile.

Una vera rivoluzione per tutti coloro che comprano al di fuori dall’Europa che scatterà dal 1 luglio di quest’anno: sparisce infatti l’esenzione iva per merci di valore inferiore ai 22 euro.

La soglia che permetterà l’esenzione dai dazi di importazione, ci sarà solo per le merci che hanno un valore intrinseco inferiore ai 150 euro, ma in ogni caso sarà comunque dovuta l’IVA.

Ricordiamo che esclusi dalla fruizione della franchigia sul dazio i prodotti alcolici, i profumi e l’acqua da toletta, i tabacchi e i prodotti del tabacco.

COME E’ ORA (fino al 1° luglio 2021)COME SARA’ (dal 1° luglio 2021)
Sotto la soglia del valore intrinseco di 150 euro:
IVADa pagareDa pagare
DAZIONoNo
Sotto la soglia di valore intrinseco 22 euro:
IVANoDa pagare
DAZIONoNo

Nel caso in cui la spedizione non rientri in tale ambito, si fa presente che, all’atto dell’introduzione in Italia di merce con origine extra UE, si dovrà provvedere al pagamento sia dei dazi (se previsti e calcolati sul “valore della transazione”, comprensivo dunque delle spese di trasporto ed assicurazione, in base alle aliquote previste sulla specifica merce) sia dell’IVA (applicata secondo le aliquote vigenti al suddetto valore di transazione aumentato dell’importo del dazio applicabile).

Esempio pratico
Un utente italiano decide di acquistare su un portale di vendita estero un prodotto da 100 Euro venduto da un negoziante cinese. Il prodotto viene spedito direttamente dalla Cina. La piattaforma di vendita dovrà versare l’iva tramite il sistema IOSS e quindi dovrà far pagare al cliente l’IVA. Alcuni marketplace nel mondo, come ad esempio eBay, hanno già iniziato ad includere gli oneri legati all’iva e alle eventuali tasse di importazione direttamente in fase di acquisto, nel prezzo del prodotto.

Definizione di valore intrinseco

La definizione di valore intrinseco è dettata dall’articolo 1 del Regolamento 2015/2446 al punto 48 (così come modificato dall’art. 1 del Regolamento 2020/877, a decorrere dal 16.7.2020) nei termini seguenti:

  • per le merci commerciali: il valore del bene escluso il costo del trasporto e dell’eventuale assicurazione, a meno che siano inclusi nel prezzo e non indicati separatamente sulla fattura e qualsiasi altra imposta e onere percepibili dalle autorità doganali a partire da qualsiasi documento pertinente;
  • per le merci prive di carattere commerciale: il prezzo che sarebbe stato pagato per le merci stesse se fossero vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione.

Conclusione dell’accordo UE-Regno Unito sugli scambi commerciali e la cooperazione

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla conclusione dell’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e dell’accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito. Per l’UE questa è l’ultima tappa della ratifica degli accordi.

Entrambi gli accordi entrano in vigore il 1º maggio 2021.

Informazioni generali

Il 24 dicembre 2020 i negoziatori hanno raggiunto un accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e un accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito.

Il 29 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione relativa alla firma dell’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e dell’accordo sulla sicurezza delle informazioni tra l’UE e il Regno Unito e alla loro applicazione a titolo provvisorio a decorrere dal 1º gennaio 2021. Dopo la firma delle due parti il 30 dicembre 2020, gli accordi sono stati applicati a titolo provvisorio dal 1º gennaio 2021.

Gli accordi prevedevano che l’applicazione provvisoria cessasse a fine febbraio, a meno che le parti non concordassero una data successiva. Su richiesta dell’UE, il 23 febbraio il consiglio di partenariato UE-Regno Unito ha deciso di prorogare l’applicazione provvisoria al 30 aprile 2021 al fine di concedere un periodo di tempo sufficiente per completare la revisione giuridico-linguistica degli accordi in tutte le 24 lingue. L’autenticazione delle 24 versioni linguistiche degli accordi è stata completata il 21 aprile.

A seguito della richiesta di approvazione del Consiglio del 26 febbraio 2021, il Parlamento europeo ha approvato la decisione relativa alla conclusione degli accordi il 27 aprile.

Proroga per i certificati di origine preferenziale previdimati fino al 31 luglio 2021

AGGIORNAMENTO: Durante l’Open Hearing del 28 aprile 2021 l’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) ha comunicato ulteriore proroga al 31 luglio 2021  per la procedura attualmente in vigore concernente il rilascio dei certificati di circolazione EUR1/EurMed/ATR che, in base a disposizioni precedenti, era prevista terminare il 30 aprile. Vedi Circolare nr. 16/2021 del 30 aprile 2031.


PRECEDENTI PROROGHE

  • Circolare nr. 2/2021 del 15 gennaio 2021 con proroga al 30 aprile 2021
  • Circolare n. 42/2020 del 28 ottobre 2020 con proroga al 31 gennaio 2021
  • Circolare 21/2020 del 16 luglio 2020 con proroga al 31 ottobre 2020
  • Circolare n. 16/2020 del 17 giugno 2020 con proroga al 21 luglio 2020
  • Nota n. 88470 del 12 marzo 2020 con proroga al 21 giugno 2020

Fino al giorno 31 luglio 2021 sarà ancora possibile per gli operatori fare ricorso alla procedura di previdimazione dei certificati di circolazione. Tale concessione rappresenta un valido accorgimento per superare criticità operative e logistiche limitando gli spostamenti degli operatori del settore e per sopperire momentanee assenze, a vario titolo, del personale degli uffici coinvolti.

Con tale proroga sarà concesso più tempo agli operatori economici per ottenere lo status di esportatore autorizzato e per potere, di conseguenza, attestare l’origine preferenziale delle merci mediante dichiarazione su fattura. Questo consentirà, in attesa di fermare il rilascio dei certificati di origine preferenziale previdimati, di evitare lunghe e complesse procedure di ottenimento, riducendo di conseguenza i tempi di effettuazione delle operazioni doganali e le conseguenti criticità operative.

Ricordiamo che la dichiarazione di origine preferenziale può essere compilata:

  • liberamente da qualsiasi esportatore per ogni spedizione il cui valore totale non superi i 6.000 euro o 10.000 per i Paesi del gruppo PTOM con accordi di tipo bilaterale (Nuova Caledonia, Polinesia francese e Saint-Pierre e Miquelon)
  • solo da un esportatore autorizzato o esportatore registrato nel sistema REX per le spedizioni il cui valore supera i 6.000 euro (o superiore ai 10.000 nei Paesi PTOM elencati).

La società SATI CAD SRL resta a disposizione delle ditte interessate per fornire sia specifiche informazioni in materia di origine preferenziale sia per fornire un servizio integrato al fine di ottenere lo status di esportatore autorizzato  o esportatore registrato nel sistema REX.

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Eur1 Full-digital con la Svizzera

In occasione dell’Open Hearing organizzato dall’ADM, dedicato alle nuove procedure per la richiesta e il rilascio dei certificati EUR1, A.TR ed EURMED, è stata confermata, a partire dal 15 marzo, l’estensione a tutti gli operatori delle funzionalità di richiesta e di rilascio del certificato EUR1 FULL-DIGITAL per merci destinate alla Confederazione Svizzera, illustrando i benefici che derivano dalla completa dematerializzazione del certificato EUR1.

La novità segna un punto di svolta assoluto per tutte quelle imprese che, operando con la Svizzera, potranno ora richiedere il certificato EUR1 direttamente inoltrando la dichiarazione doganale di esportazione. Il sistema genererà il certificato digitale che potrà essere stampato su carta bianca (con QR code e link in chiaro per la verifica dello stesso) ed essere presentato all’autorità doganale svizzera in allegato alla dichiarazione di importazione. Il funzionario doganale svizzero potrà verificarne l’autenticità e la validità attraverso un’apposita funzione del Portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e/o mediante lettura del QR code.

La soluzione FULL-Digital semplifica radicalmente il processo, nonostante la migliore modalità per attestare l’origine preferenziale rimanga quella legata all’ottenimento dello status di esportatore autorizzato, che prevede la sola attestazione di origine su fattura.

Quello con la Svizzera è solo l’inizio di un percorso di completa digitalizzazione dei certificati, ora si attende, e ci si augura, l’estensione ad altri Paesi accordisti.

Per chi volesse approfondire, si riporta il link dove trovare tutte le istruzioni in merito alla nuova procedura: https://www.adm.gov.it/portale/istruzioni-operative-per-la-richiesta-e-il-rilascio-dei-certificati-di-circolazione-eur1-atr-e-eurmed

Brexit, Regno Unito accetta proroga al 30 aprile per ratifica dell’accordo commerciale

È arrivato il via libera da parte del Regno Unito per l’estensione fino al 30 aprile del periodo di applicazione provvisoria dell’accordo commerciale post-Brexit di commercio e cooperazione.

A partire dal primo gennaio è scattata l’applicazione provvisoria dell’accordo che sarebbe dovuta durare fino al 28 febbraio.

Due settimane fa (mercoledì 10 febbraio) la Commissione aveva proposto di prorogare la scadenza al 30 aprile. Da Londra il via libera per l’estensione di due mesi, per dare al Parlamento UE il tempo di revisionare e ratificare il testo dell’intesa. A questo punto il Parlamento UE avrà due mesi ulteriori di tempo per la ratifica dell’accordo.

Sul fronte britannico sono previste  alcune modifiche al protocollo dell’Irlanda del Nord.

Accordo UE-UK: si adotta il sistema REX

Dal 1° gennaio 2021, per le merci che provengono dall’UE verso il Regno Unito e dal Regno Unito verso la UE, è possibile richiedere un’aliquota di dazio preferenziale. Questo significa che le merci di origine preferenziale saranno esenti da dazi doganali quando importate nei rispettivi paesi e immesse in libera pratica. 

Regole di origine

Per richiedere aliquote di dazio preferenziali, il prodotto deve essere originario dell’Unione Europea o del Regno Unito (in qualità di paese esportatore) come stabilito dalle “regole di origine” stipulate tra UE e Gran Bretagna.

La classificazione doganale della merce risulta essere di rilevante importanza per qualunque azienda che intenda effettuare operazioni con l’estero per definire il trattamento daziario e conoscere le regole da applicare per ottenere l’origine preferenziale. Per sapere con esattezza quali regole applicare al prodotto, e conoscere l’aliquota daziaria, dovrai quindi classificare correttamente le tue merci.

Se le tue merci non soddisfano i requisiti delle regole di origine (o se non puoi dimostrare che le merci li soddisfano) dovrai comunque pagare il dazio doganale.

Prova dell’origine

Per beneficiare di tariffe preferenziali durante l’importazione nel Regno Unito dall’Unione Europea (o l’importazione nella UE dal Regno Unito), l’importatore sarà tenuto a dichiarare di essere in possesso della prova che le merci rispettano le norme di origine.

Avrai diritto a richiedere l’aliquota di dazio preferenziale se hai:

  • un’attestazione di origine compilata dall’esportatore che il prodotto è di origine preferenziale
  • la conoscenza dell’importatore dell’origine del prodotto

Dichiarazione di origine

Quando si esporta dall’UE al Regno Unito una dichiarazione di origine può essere rilasciata da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione il cui valore è pari o inferiore a 6.000 euro (al cambio 5.700 sterline). Al di sopra di questo importo, l’esportatore dell’UE deve possedere un numero di esportatore registrato (REX) e includerlo nella dichiarazione.

L’attestazione di origine deve essere fornita su una fattura o su qualsiasi altro documento commerciale (esclusa la polizza di carico) che descriva il prodotto originario in modo sufficientemente dettagliato da consentirne l’identificazione.

Si precisa che, in attesa dell’attivazione del nuovo Portale unionale REX e dell’acquisizione di eventuali ulteriori elementi dall’Accordo in fase di ratifica, coloro che risultino ancora privi del codice REX, potranno rendere la dichiarazione di origine indicando il proprio codice EORI nonché l’indirizzo completo dell’esportatore nel campo “luogo e data” della predetta dichiarazione.

Fac-simile della dichiarazione di origine preferenziale.

Suddetta dichiarazione sarà valida per 2 anni dalla data in cui è stato rilasciato per le importazioni nel Regno Unito e 12 mesi per le importazioni nell’UE.

Il Sistema REX

E’ utile ricordare come il sistema degli esportatori registrati (REX) sia un sistema di autocertificazione dell’origine delle merci. L’origine viene infatti dichiarata dagli stessi operatori economici mediante le cosiddette dichiarazioni di origine. Per poter rilasciare un’attestazione di origine, un operatore economico deve essere tuttavia preventivamente registrato in una banca dati dalle sue autorità competenti. L’operatore economico diventerà quindi un “esportatore registrato”.

Si suggerisce di conseguenza, alle imprese interessate, la registrazione degli esportatori nel sistema REX, qualora non sia già stata effettuata. Gli operatori dell’Unione europea già registrati nel sistema REX, viceversa, potranno continuare a poter utilizzare il numero REX, già loro assegnato, anche nell’ambito degli accordi indicati.

Conoscenza degli importatori

La “conoscenza degli importatori” è una modalità che consente all’importatore di richiedere un trattamento tariffario preferenziale sulla base delle prove ottenute in merito al carattere originario dei prodotti importati. Questa prova deve essere in possesso dell’importatore sotto forma di documenti giustificativi o registrazioni che possono essere forniti dall’esportatore o dal produttore per dimostrare che il prodotto è considerato originario.

Se voi, o la persona che riceve le vostre merci, non potete fornire queste informazioni per motivi commerciali, dovete utilizzare una dichiarazione di origine.

Dichiarazioni dei fornitori

Fino al 31 dicembre 2021, se si richiede la preferenza sulla base delle conoscenze dell’importatore o si effettua una dichiarazione sull’origine, non è necessario essere in possesso di una dichiarazione del fornitore nel momento in cui si richiede la preferenza per le merci importate da o verso l’UNIONE EUROPEA.

Ma l’importatore deve essere sicuro che le merci soddisfino le regole di origine, ed è necessario fare ogni sforzo per ottenere retroattivamente le dichiarazioni dei fornitori. Ricordiamo che l’Accordo prevede tra le parti una cooperazione amministrativa che permette un controllo sull’attribuzione dell’origine preferenziale. In questo caso l’autorità doganale della parte importatrice che effettua la verifica può richiedere informazioni anche all’autorità doganale della parte esportatrice entro due anni dall’importazione dei prodotti o dal momento in cui è presentata la richiesta.

ATTENZIONE: tutte le forniture provenienti dalla Gran Bretagna, anche ricevute prima della fine del periodo transitorio, perderanno il proprio status unionale dalla data del 1° Gennaio 2021. Consigliamo di adottare tutte i necessari interventi per definire e stabilire l’origine preferenziale delle proprie merci, ricordando di controllare le dichiarazioni di origine dei propri fornitori, in quanto il materiale proveniente dal Regno Unito (Gran Bretagna e Irlanda del Nord) non potrà più essere considerato come avente origine preferenziale.

Cumulo dell’origine

Le future possibilità di cumulo dipendono dagli Accordi di Libero Scambio che l’UK concluderà con le parti contraenti della Convenzione PEM e dal fatto che essi prevedano regole d’origine identiche a quelle dell’accordo commerciale tra la Unione e UK.

Nelle relazioni bilaterali tra la Unione Europea e UK è consentito il cumulo bilaterale dei rispettivi materiali originari. Tuttavia, a partire dalla data dell’uscita del UK dall’UE, il cumulo diagonale con le Parti contraenti della Convenzione PEM (compresa l’UE) non sarà inizialmente più possibile. Affinché ciò sia invece possibile, sarà necessario adeguare tali accordi.

I nostri servizi

La società SATI CAD SRL resta a disposizione delle ditte interessate per fornire sia specifiche informazioni in materia di origine preferenziale sia per fornire un servizio integrato al fine di ottenere lo status di esportatore autorizzato  o esportatore registrato nel sistema REX.

Considerato il carattere innovativo di alcune disposizioni ivi contenute, si consiglia di contattare i nostri uffici per la predisposizione di uno studio dettagliato sulle nuove norme di origine.

UE-UK: trovato l’accordo.

Regno Unito e Unione Europea hanno trovato un accordo sul libero scambio. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa congiunta con il capo negoziatore Ue Michel Barnier ha dichiarato che i colloqui hanno avuto, infine, «successo». E’ giunto il tempo di lasciarsi alle spalle la Brexit.

L’accordo di libero scambio con il Regno Unito prevede zero tariffe e zero quote su tutte le merci che rispettano le regole di origine appropriate.

L’accordo sulla relazione futura tra Ue e Regno Unito è stato trovato “all’ultimo minuto” e, pertanto, non c’è abbastanza tempo perché il Parlamento Europeo possa analizzarlo a dovere prima di fine 2020. Alla luce di queste circostanze eccezionali, la Commissione ha proposto di applicare l’accordo a titolo provvisorio, per un periodo di tempo limitato fino al 28 febbraio 2021. Una volta concluso questo processo, l’accordo di commercio e cooperazione tra l’UE e il Regno Unito potrà essere firmato formalmente.

Di seguito pubblichiamo il collegamento alla pagina dedicata all’accordo tra UE e UK, presente sul sito dell’Unione Europea:
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_2531.

Ci riserviamo di inserire eventuali aggiornamenti e regolamenti in corso di pubblicazione.

A.TR e certificato di origine

Il Ministero del Commercio turco ha recentemente apportato una modifica al regolamento doganale, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 10.12.2020.

In base a tale modifica, non sarà richiesto il certificato di origine per la libera circolazione di merci provenienti da paesi membri dell’UE accompagnate da certificato di circolazione A.TR., fatte salve le disposizioni dell’articolo 47 della Decisione n. 1/95 dell’Unione Doganale tra la Turchia e il Consiglio di associazione dell’UE che stabilisce il rapporto tra le misure di politica commerciale.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 01.01.2021 e ci si aspetta che a partire da tale data le autorità doganali non richiedano certificati di origine per le merci provenienti da paesi membri dell’UE con certificato A.TR.

Che cos’è l’ATR?

L’A.TR. è un certificato che, negli scambi tra UE e Turchia, consente alle merci di godere di un trattamento daziario preferenziale. La Decisione n. 1/2006 del Comitato di cooperazione doganale CE-Turchia ha stabilito le procedure finalizzate al rilascio dei certificati A.TR., necessari per l’ottenimento dei benefici daziari negli scambi di merci tra le parti, indipendentemente dall’origine dei prodotti stessi. L’A.TR. viene rilasciato dalle autorità doganali del paese di esportazione ed attesta che la merce a cui si riferisce è in posizione di libera pratica.

È da sottolineare che tale beneficio si applica, a tutte le merci fatta eccezione per alcuni prodotti agricoli di base e per quelli carbo– siderurgici (ex CECA). Per queste due categorie di beni, pertanto, la preferenzialità è basata sul carattere originario degli stessi e deve essere attestata tramite il rilascio del certificato EUR1.

Problematiche IMPORT da Israele

L’Agenzia delle Dogane di Roma ha inviato una nota interna a tutte le dogane italiane, su sollecitazione dell’Unione, avvisando di aver innalzato i parametri di controllo rischi per tutti i traffici in import provenienti da Israele.

Su ogni bolletta doganale di importazione che viene presentata nel sistema telematico doganale:

  • se il sistema esita la bolletta CA, canale verde, la merce è libera.
  • in caso di CD (controllo documentale) o di VM (verifica merce) viene richiesto il controllo del certificato di circolazione EUR, o della fattura con la dichiarazione di merce preferenziale, da inviare al controllo in Israele per fondato dubbio, con relativa garanzia di tutti i diritti (dazio ed IVA afferente) nell’attesa del riscontro da parte di Israele al fine di poter liberare le merci.

Questo comporta una situazione critica per gli importatori e tutto il comparto che gravita attorno a questo specifico traffico, aggravando la situazione già molto critica causata dal Covid-19.

Sperando di riuscire a risolvere questa problematica, la nostra Associazione ha provveduto a contattare la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Dogane di Roma richiedendo di abbassare la soglia del rischio, con la promessa di intervenire anche presso la Taxud dell’Unione Europea, visto che la segnalazione è partita direttamente da Bruxelles.